Lampre addio, il World Tour non parla più italiano

Lampre addio, il World Tour non parla più italiano

 

Il grande ciclismo perde il marchio Lampre, l’ultimo storico sponsor italiano del World Tour, che dunque esce di scena malinconicamente come nel recente passato altri nostri sponsor famosi nel mondo del pedale e proietta la squadra ad Abu Dhabi. L’azienda lombarda, che nel nome riassume con un acronimo il settore di produzione (Lampre, cioè lamiere prerivestite), sponsorizzava squadre di ciclismo da 27 anni e nelle ultime tre stagioni aveva unito il proprio brand a quello della Merida, azienda di biciclette con sede a Taiwan. 

Grazie alla passione e ai sacrifici della famiglia Galbusera, la Lampre era riuscita a restare aggrappata all’élite del ciclismo mondiale malgrado l’ingresso di sempre nuovi colossi stranieri (Bmc, Cannondale, Movistar, Trek, Lotto, Iam, Astana, Tinkoff, Barhein). Ma alla fine si è dovuta arrendere.

Con la maglia blu-fucsia della Lampre  hanno scritto pagine memorabili campioni come Fondriest e Tonkov, Faresin e Abdujaparov, Lombardi e Ballerini, Camenzind e Vandenbroucke, Astarloa e Simoni, Cunego e Ballan, Petacchi e Scarponi, fino agli attuali Rui Costa e Ulissi. E nel palmarès dei corridori Lampre ci sono fra gli altri un oro olimpico su pista (Lombardi), un titolo mondiale su strada (Ballan), tre Giri d’Italia (Tonkov, Simoni, Scarponi), una Sanremo (Fondriest), un Fiandre (Ballan), una Liegi (Camenzind) e tre Lombardia (Faresin e due Cunego). L’abbandono della Lampre coincide purtroppo anche con l’addio al World Tour, l’élite del ciclismo mondiale, dell’ultima squadra italiana, rilevata appunto dagli arabi di Abu Dhabi. L’unica consolazione è l’ingresso nel 2016 del marchio italiano Segafredo come secondo sponsor del team Trek (dove quest’anno correrà Alberto Contador), che ha però sede e brand americani. Impossibile non ricordare gli addii più o meno recenti di altri famosi sponsor italiani, da Mapei e Liquigas, da Fassa Bortolo a Saeco, ultimi epigoni degli antichi e leggendari Molteni, Salvarani, Bianchi...  

Con l’uscita di scena della Lampre, l’Italia perde di fatto l’ultima squadra italiana del World Tour e le cause sono tante e complesse: di sicuro hanno inciso la crisi economica che ha colpito soprattutto le piccole industrie, il mercato delle biciclette diventato globale, l’arrivo di nuovi colossi stranieri (in particolare produttori di biciclette), l’ingresso di sponsor di Stato come Russia, Kazakistan e Barhein. Appena 20 anni fa al Tour de France, clou del ciclismo mondiale, le squadre italiane erano 9, nel 2017 non ce ne sarà nemmeno una. Che tristezza.

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